Scegliere: un problema o una opportunità?

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La società moderna ha diffuso l’idea che l’uomo sia artefice del proprio futuro e che lo determini in buona parte con le sue scelte.

Fare scelte, prendere decisioni, è qualcosa con cui ci confrontiamo ogni giorno ed ogni giorno inizia e termina con delle scelte. Altrettanto ce ne sono nel mezzo. E anche se non ce ne accorgiamo scegliamo in continuazione. 

Anche non scegliere è una scelta.

Ci sono situazioni in cui il dover fare una scelta ci mette di fronte al fatto di quanto sia difficile scegliere e prendere quindi delle decisioni, dal momento che ogni scelta implica una assunzione di responsabilità circa le conseguenze.

Molto spesso i conflitti interni o i giudizi che provengono dall’esterno impediscono di vedere chiaramente la strada da perseguire.

Ma perché è così difficile scegliere? 

Ad una domanda di questo tipo, così come a tante che riguardano la persona, l’individualità, il rapporto con sé stessi e col mondo, non può essere data una risposta univoca, perché ciascuno avrebbe bisogno di andare a comprendere il senso che ha per sé stesso lo scegliere.

Proviamo a dare dei link di riflessione che possano accendere delle consapevolezze.

Il perfezionismo può giocare un ruolo importante. Più si è esigenti con sé stessi, più ci si obbliga nel dover fare “la scelta giusta”. Ma giusta per chi? Giusta in base a cosa? Si teme fondamentalmente sempre di sbagliare, deludere, deludersi, di non essere all’altezza di…

L’eccesso di razionalismo non va a favore della possibilità di fare scelte a cuor leggero. Se si fondano le proprie scelte esclusivamente su ragionamenti razionali, si soffocano le emozioni, viene meno l’istinto, si perde il contatto con quella parte autentica di sé che è sede di desideri, pulsioni, di quel “Bambino Libero” che l’Analisi Transazionale ci fa conoscere come la parte spontanea di noi stessi.

Anche l’eccesso di emotività è fuorviante: scegliere sull’onda delle emozioni del momento ci fa perdere tutta quella fetta di dati di realtà che non dobbiamo dimenticare e che fungono da guida per il nostro agire, che deve essere sì sentito, in linea col proprio sentire, ma anche “ponderato”, “pensato”. 

Per quanto ogni scelta abbia poi degli effetti, delle conseguenze nella nostra vita, son rare quella da cui non si possa poi tornar indietro, revisionare, cambiar rotta completamente, implementare. 

Saper operare delle scelte può farci sentire padroni del nostro destino.

Il primo passo da compiere è quello di entrare in contatto veramente con sé stessi, acquisendo una piena consapevolezza che consenta di percepire i propri reali desideri.

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