“Il dramma del bambino dotato e la ricerca del vero Sè” di Alice Miller

La psicoanalista Alice Miller ci racconta come si ottiene un “bravo bambino” a discapito della formazione di una personalità libera ed autentica.

Una delle tesi di fondo di questo saggio è la seguente. Ogni bambino normalmente dotato, e quindi pronto e sensibile, ha la capacità di cogliere le aspettative e i bisogni inconsci dei genitori e di adattarvisi. Più sono pressanti e inconsapevoli tali richieste degli adulti e più il bambino, per la vitale necessità di sentirsi amato e accettato, tenderà a questo adattamento, mettendo a tacere i suoi sentimenti più spontanei (la rabbia, la gelosia, l’indignazione, l’invidia, la paura) che risultano inaccettabili ai grandi. In questo consiste “il dramma”: così facendo, il bambino non riesce a integrare nella sua personalità la parte più vitale del suo vero Sé, quella che comprende tutte le proprie autentiche emozioni, sia piacevoli che meno, e tutti quegli autentici modi di esistere, che non siano connessi al soddisfacimento delle aspettative altrui o all’adeguamento di se stesso ad una immagine Ideale di sè. Nascono da qui insicurezza affettiva e una sorta di impoverimento psichico, che poi sfociano nella depressione o si celano dietro una facciata di grandiosità.

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Cosa voglio? Chi sono? Quando l’identità diventa una maschera

maschera

Cosa è la libertà di essere se stessi? Come si raggiunge e come si compromette?

La capacità di vivere in modo autentico e creativo, di stabilire relazioni interpersonali e sociali significative e soddisfacenti e di raggiungere una reale indipendenza, sinonimo di maturità adulta, non è un fatto scontato, bensì il risultato di un processo di crescita e maturazione, che inizia nella primissima infanzia, quando vengono poste le basi per la formazione del Sé, ovvero della nostra personalità.

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